venerdì 27 marzo 2015

C'era una volta ....

Attorno al 1770 giunse in città il pittore e architetto francese Jean-Pierre Houël che eseguì dei disegni dei monumenti antichi, come le colonne di San Basilio e visitò anche la città, lasciandone una descrizione: « Lentini non ha conservato gli antichi monumenti greci e romani. Sono stati distrutti per edificare palazzi chiese nel periodo della sua ricostruzione, dopo la vittoria dei normanni sui saraceni. Ho visto soltanto grotte di ogni dimensione destinate a vari usi: le meno grandi erano sepolcri. La città di Leontinum fu fondata da una colonia di calcidesi che giunse in Sicilia sotto la guida di Teocle, nello stesso tempo in cui Catania fu costruita. Leontinoi divenne celebre: il suo territorio, secondo Plinio, si chiamava Campo Lestrigoni cioè il Campo dei Lestrigoni, una popolazione precedente all'arrivo di Teocle. La fertilità di questo territorio diede alla città la nomea di feconda. Ha ben meritato questo nome, perché tutto lo spazio racchiuso tra il mare di Catania, il capo Santa Croce, Lentini, Francofonte, il feudo di San Basilio, il lago Naftia, la valle di Caltagirone, e il fiume Simeto, comprende campagne costituite da terreni di origine vulcanica, di un genere simile alle pozzolane. [...] Sono giunto a Lentini verso il 20 aprile; era il tempo della fiera del bestiame, ricca di ogni specie di animali come puoi, cavalli, asini, muli. Si vendono anche tessuti ed argenteria. Nei primi due giorni si valutano gli affari che si vogliono concludere ed il bestiame che si vuole comprare; il terzo giorno si decide, a mezzogiorno si effettua il pagamento alla consegna. Per il resto, nella fiera si vendono cose di poco conto, ma si perde più tempo ad acquistare questi oggetti piuttosto che quelli di valore. La fiera è esente da imposte e da antiche origini. Le campagne di Lentini producono molto olio, riso, lino, canapa e soda che si esporta all'estero. Si coltiva anche la liquirizia che parecchie manifatture lavorano. Attraverso l'ebollizione, si estrae il succo della pianta e dopo la coagulazione si ottengono dei bastoni neri, lunghi da cinque a sei pollici, che hanno un gran mercato. » Quando ero piccola, mia nonna, amava raccontarmi le storie. Mi piaceva ascoltarla, ascoltavo e con la fantasia davo corpo ai suoi racconti. Avevo anche uno zio, che amava, leggermi delle storie ... Ascoltavo con tanta passione e interesse. Oggi le storie vado a leggermele. Mentre leggo, metto, la stessa passione e lo stesso interesse di allora. Certo mi piacerebbe dire a qualcuno: vieni ti racconto o ti leggo una storia ..... E' bello anche leggerle a se stessi. E' bello parlare del territorio che ti ospita, è bello raccontarlo, presentarlo, scoprirlo ..... Oggi, però, non esiste più memoria storica. Oggi leggendo alcuni libri, sono andata incontro ad una Lentini medioevale. Le notizie sono state vaghe, non c'è più nulla a ricordare quel periodo ... I terremoti hanno cancellato quella storia passata. Secondo il Geografo arabo Edrisi, la città di Lentini poteva essere raggiunta per via fluviale già nel 1154. Le scoperte archeologiche dicono che le imbarcazioni raggiungevano lo sbocco settentrionale della valle San Mauro. Edrisi scriveva:- " Dalla città di Catania, al castello di Lentini una stazione; e benchè questo castello sia lontano dal mare sei miglia, nondimeno per essere posto vicino al fiume, dal quale il castello piglia il nome, le navi cariche gli si avvicinavano insino al medesimo castello, e pigliano porto nella parte orientale; dalla parte occidentale ha grandissime pianure. Da questo castello a Siracusa vi è una lunga stazione." - ...... Il Fazello descrive la città posta in tre valli e colli. Guardando la città di sera, con le luci accese, si ha l'impressione di guardare il cielo stellato ...... Nel 1567 F. Leandro Alberti descriveva la città Leontina, costruita in modo molto confuso ..... Quando salgo sui colli anche io vedo una città costruita in modo bizzarro, però, offre agli occhi uno spettacolo che non si può spiegare in due semplici parole. Lentini aveva otto quartieri e otto parrocchie: tre sui colli, cinque in valle, verso i Campi Leontini. Sui colli erano i quartieri di: SAN NICOLO', AL DI LA' DELLE PORTE REGIE; PIU' A SUD VI ERA IL QUARTIERE SAN PIETRO; SUL COLLE SAN MAURO IL QUARTIERE SAN GIORGIO. La vita religiosa di quelle comunità ruotava attorno a degli oratori ipogeici: Grotte del Crocifisso, Grotte San Mauro, Grotte della Solitudine, Oratorietto del Crocifisso ... Di quei quartieri nulla rimane. Visitando la vallata si può solo immaginare la vita che fermentava. I quartieri avevano la propria parrocchia, ma di queste, non resta niente di scritto ..... Dopo il terremoto del 1693 i colli vengono abbandonati .... Tutta l'area venne destinata alle colture. I cinque quartieri in valle erano:1- QUARTIERE SANTA MARIA LA CAVA; 2- QUARTIERE S. TOMMASO (S. THAMAE); 3- QUARTIERE S.VENNERAE; 4- QUARTIERE S. THEODORO , 5- QUARTIERE SAN LUCA. Lentini offre una storia ricca e lunga. Misteriosa e affascinante ..... Iniziando il racconto non si finisce di raccontare. C'era una volta ... C'è ancora ... Basta cercare, basta volerlo, basta osservare. Desiderare l'ascolto del passato .... E' difficile. Lottare per non perdere ciò che si sa. Donare ai piccoli, la conoscenza che, il grande tesoro del proprio territorio offre .... Impresa, forse, impossibile. Chissà ... non perdiamo la speranza, il territorio parla .... ASCOLTIAMOLO.

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