giovedì 26 gennaio 2017

Mariannina Coffa

Mariannina Coffa nacque a Noto la mattina del 30 settembre 1841 dall'avvocato Salvatore Coffa, un liberale impegnato nelle vicende politiche del Regno di Napoli, e da Celestina Caruso, e fu battezzata in Cattedrale il 3 ottobre. Dopo aver ricevuto una prima istruzione a Noto, nel 1851 passò al collegio "Peratoner" di Siracusa, dove già compose le prime poesie d'occasione. Considerata un precoce talento poetico, fu affidata al canonico Corrado Sbano (1827-1905), che nel limitato ambiente culturale della cittadina passava per essere un'autorità nel campo delle lettere e un facile verseggiatore, affinché la indirizzasse nelle letture, le suggerisse i temi delle composizioni e le correggesse la tecnica di versificazione. Naturalmente, don Sbano le consigliava letture cattoliche e sorvegliava che i temi delle sue poesie rifuggissero da quelli tipici degli «autori esagerati e intemperanti», così da essere poi accusato di aver corrotto e soffocato le naturali tendenze della giovanissima artista, portata a un'effusione sentimentale di matrice schiettamente tardo-romantica, e di averla nutrita di una disordinata miscela di autori classici disparati, senza che questa si fondesse in unità nello spirito della giovane. Ascenso Mauceri I successi poetici della bambina si espressero nelle improvvisazioni tanto apprezzate nella arcadica «Accademia dei Trasformati» di Noto, cui fece parte dal 1857 con il nome di Inspirata - e fece parte dal 1858 anche dell'«Accademia Dafnica» e di quella degli «Zelanti» di Catania - pubblicando nel 1855 la raccolta Poesie in differenti metri, e successivamente i Nuovi canti nel 1859. Nel 1863 con lo stesso titolo Nuovi Canti apparvero in altra edizione a Torino presso la Stamperia dell'Unione Tipografica Editrice. A completare la sua educazione artistica la famiglia le fece impartire dal 1855 lezioni di pianoforte dal giovane Ascenso Mauceri (1830-1893), del quale finì per innamorarsi fino a progettare il matrimonio, con l'iniziale assenso della famiglia che tuttavia cambiò idea, obbligandola a sposare, l'8 aprile 1860, il ricco proprietario terriero ragusano Giorgio Morana. Trasferitasi con il marito a Ragusa nella casa del suocero, iniziò una vita fatta di gravidanze annuali - ma due dei quattro figli morirono ancora infanti - e di difficoltà di scrivere a causa dell'ostilità dei parenti a un'attività che essi ritenevano riprovevole, addirittura strumento di perdizione. Scarsa consolazione le venne dalla corrispondenza con l'ex-fidanzato, che le rimproverava di aver subito il matrimonio, al quale descriveva la miseria della sua esistenza: «Se sapeste quanto soffro allorché mi è necessario prendere la penna! Gli occhi severi e maligni di mio suocero mi seguono come per fulminarmi [...] Egli, il mio onorando suocero, non fece apprendere alle sue figlie il leggere e lo scrivere, appunto perché non fossero disoneste o cattive donne di casa». Intrattenne rapporti epistolari anche con Giuseppe Aurelio Costanzo, Giuseppe Macherione, Mario Rapisardi e Lionardo Vigo Calanna e, per i fibromi all'utero di cui soffriva, conobbe il medico omeopata catanese Giuseppe Migneco, cultore del magnetismo animale e massone come il suo allievo di Noto Lucio Bonfanti, cha la introdusse nella Loggia Elorina: si trovano, nelle poesie di questo periodo, riferimenti ai suoi nuovi credi misteriosofici. Lasciata la casa del marito, si trasferì a Noto per seguire le cure del medico Bonfanti: fu questi a ospitarla dopo che i genitori la cacciarono dalla loro casa, scandalizzati dal suo comportamento. Nelle sue ultime lettere la Coffa espresse tutta la sua violenta esasperazione nei confronti di quanti, genitori, marito e parenti, imponendole la loro volontà e impedendole la libera manifestazione della sua personalità, le avevano rovinato la vita.
Psiche---------------------------------- Datemi l'arpa: un'armonia novella Trema sul labbro mio... Vivo! Dal mio dolor sorgo più bella: Canto l'amore e Dio! Psiche è il mio nome: in questo nome è chiusa La storia del creato. Dell'avvenir l’immago è in me confusa Coi sogni del passato. Psiche è il mio nome: ho l'ale e son fanciulla, Madre ad un tempo e vergine son io. Patria e gioie non ho, non ebbi culla, Credo all'amore e a Dio! Psiche, chi mi comprende? Il mio sembiante Solo ai profani ascondo; E nei misteri del mio spirto amante Vive racchiuso un mondo. Nei più splendidi cieli e più secreti Sorvolo col desio: Nata ad amar, sul labbro dei Profeti Cantai l'amore e Dio. Psiche è il mio nome: un volgo maledetto Pei miracoli miei fu mosso a sdegno, E menzognera e stolta anco m'han detto, Mentre sui mondi io regno! Eppur le voci d'una turba ignara Fra i miei concenti oblìo: Nello sprezzo dei tristi io m'ergo un'ara E amor contemplo e Dio. Psiche! Ogni nato colle ardenti cure Di madre io circondai, E il supplizio dei roghi e le torture, Figlia del ciel, provai. Nell'infanzia dei tempi, il gran mistero D'ogni legge fu servo al genio mio: Di Platone e di Socrate al pensiero Svelai l’amore e Dio! L'arte, le scienze, le scoperte, i lenti Progressi dell’idea, chi all'uomo offria? Io sui ciechi m'alzai, fra oppresse genti Schiusi al pensier la via. Psiche è il mio nome... il raggio della fede Rischiara il nome mio: E, Umanità, chi al nome mio non crede Rinnega amore e Dio! Ogni lingua, ogni affetto, ogni credenza Col mio potere sublimar tentai: Serbando illesa la divina essenza, Forma, idioma ed essere mutai. Or vittoriosa, or vinta, or mito, or nume, Or sobbietto di scherno, or di desio, Col variar di lingua e di costume, Svelai l'amore e Dio! Pria che fosse la terra, io le nascose Fonti del ver mirai: Vissi immortale fra le morte cose, Me nel creato amai. Eppur la terra non comprese ancora Le mie leggi, il mio nome, il senso mio: Conosce il mio poter... sol perché ignora Che Psiche è amore e Dio! Dio, Psiche, Amor! si vela in tal concetto Il ver, la forza, l'armonia, la vita: Son tre mistiche fiamme e un intelletto Che un nuovo regno addita. O Umanità! La scola del passato Copri d'eterno oblìo,... Quel Bene che finora hai vagheggiato È Pische, è Amor, è Dio! Mariannina Coffa (1841 – 1878)

Informazioni personali

La mia foto

SPOSATA - CONIUGATA - MARITATA  -  due figli -  amo la famiglia - sono per la lealtà, il parlare davanti, mai colpire alle spalle -  il nemico mi piace guardarlo negli occhi -  non sopporto l'ipocrisia - amo la fotografia - amo camminare, credo d'esser una buona camminatrice -  mi piace creare - mi piace cucinare - 

Archivio blog

B & B

The Lion's Tower
via Regina Margherita 12
96016 - Lentini
095/7836036

E-mail

rosprisa12@gmail.com